In ogni caso, si è aperta una nuova fase. Nel frattempo, non è cosa da poco, le armi tacciano nella Striscia di Gaza e gli ostaggi israeliani vivi sono tornati alle loro famiglie
L'auspicio è che questa intesa regga e si arrivi ad un processo di pace e di normalizzazione dell'intera area. E soprattutto che cessi il martirio del popolo palestinese della Striscia di Gaza. In ogni caso, il processo di pace non sarà semplice. E' immaginabile che in molti, tanto in Israele quanto tra le varie formazioni terroristiche palestinese, cercheranno di far saltare gli accordi pace. Siamo comunque al primo passo. Importante e decisivo
Sin dai tempi di papa Francesco, la scelta della Santa Sede è stata esclusivamente per la pace. E di condanna delle violenze, senza mai parteggiare per uno dei contendenti
Non c'è una alternativa al piano americano. Potrà essere migliorato in qualche dettaglio, ma è l'unica possibilità concreta per silenziare le armi e avviare il ritiro di Israele dalla Striscia
Ora tocca ad Hamas accettare questo accordo di pace che vede l'assenso anche di alcuni paesi arabi tra cui soprattutto il Qatar. E' probabile che i terroristi di Hamas, messi alle strette dall'esercito israeliano che sta radendo al suolo Gaza City per stanarli definitivamente, forse troveranno vantaggioso deporre le armi
Netanyahu vuole portare lo scontro con Hamas alle estreme conseguenze, nel tentativo di estirpare il terrorismo palestinese così come ogni altro forma di estremismo religioso-politico di matrice araba
In conclusione, fallite le trattative per arrivare alla tregua e a uno scambio tra prigionieri palestinesi e ostaggi israeliani, siamo ormai arrivati a quello che potrebbe rivelarsi il redde rationem. Cosa potrà accadere? Indubbiamente nulla di buono
Da una parte un popolo, quello palestinese, affamato e da quasi due anni sotto le bombe israeliane. Dall'altro, gli ostaggi israeliani catturati da Hamas nell'attacco del 7 ottobre 2023, tenuti prigionieri nei tunnel della Striscia di Gaza, anche loro affamati e sotto le bombe
Il martoriato popolo palestinese è ostaggio dei terroristi di Hamas mentre è preso di mira dagli israeliani che non fanno mistero di volerlo cacciare dalla Striscia. Il massacro di bambini, donne, anziani, di un popolo inerme e affamato, continua
Quello che sta facendo Israele a Gaza è orribile e disumano. Siamo sempre più al cospetto di una inammissibile e ingiustificabile strage. L'appello arriva indubbiamente con colpevole ritardo, tuttavia, è un passo importante. Ora però bisogna farlo seguire da pressioni politiche, diplomatiche, economiche e commerciali sul governo di Netanyahu
Dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, le vittime palestinesi stimate sono tra le 54.000 e le 63.000 (considerando i dispersi). Oltre la metà sono bambini e minorenni. Sono invece 1.139 i morti israeliani. Insomma, una carneficina
Israele può avere tutte le ragioni di questo mondo ma non si può permettere di ridurre un popolo, donne, bambini, anziani, a morire di fame. E' questo un delitto contro l'umanità
L'istituto legale israeliano ha annunciato che i terroristi hanno brutalmente assassinato «il piccolo Kfir Bibas, di soli dieci mesi, e suo fratello maggiore Ariel, di quattro anni». Un'atrocità inimmaginabile, che riafferma quanto siano disumani e criminali i militanti di Hamas. E questo dà anche un senso alla reazione pesantissima delle forze armate israeliane
In tutto questo scenario così complesso e delicato, ci si mette anche Trump che con la grazia di un elefante in una cristalleria accende la miccia del conflitto con le sue proposte fantasiose e per certi aspetti surreali
Durerà la tregua? Non sarà facile. Hamas rimane un gruppo terroristico agguerrito e feroce. Israele ha un governo tanto diviso quanto aggressivo condizionato com'è dalla destra religiosa più estrema
L'augurio è che davvero le armi cessino di sparare nelle prossime ore. Nella speranza che si avvii un processo di pace che porti a evitare futuri conflitti e nuove vittime
Un pensiero chiaro e condivisibile in tutto, virgole comprese. Restano comunque, come la stessa Segre lamenta, le migliaia di vittime innocenti (comprese donne, bambini, anziani, malati), causate dai terroristi di Hamas e dall'esercito israeliano nella Striscia di Gaza
Non verrà siglata la pace, ma ci dovrebbe essere una tregua duratura in quest'altra area martoriata dal conflitto arabo-israeliano, come da anni è il Libano. Se le armi taceranno nel Paese dei Cedri, forse ci sarà qualche timida speranza che anche nella devastata Striscia di Gaza si possa giungere in tempi brevi ad una tregua. Qui la situazione è però molto più complicata
Ad ogni modo, dopo l'uccisione a fine luglio a Teheran di Ismail Hanyieh, capo dell'ufficio politico di Hamas, e lo scorso 27 settembre a Beirut di Hassan Nasrallah, capo religioso e politico del partito sciita libanese Hezbollah, Israele adesso può ritenersi più che soddisfatto
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